STUDI DI ICONE – di Carolina Franza

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Carolina Franza – pittrice, iconografa

Sul web ho avuto modo (e sarebbe interessante darci un’occhiata per capire dove sta andando l’iconografia oggi, e sulle problematiche nel dipingere un’icona contemporanea tenendo conto della liturgia, e della teologia cattolica, diversa da quella russa, e sulle tematiche che questo innesca) di vedere una conferenza di mezz’ora di don Gianluca Busi, iconografo, parroco, nonché incaricato della Commissione d’arte diocesana per le opere d’arte della diocesi di Bologna, che ha studiato in Russia, in cui spiega le ultime correnti nell’icona contemporanea, dal congresso mondiale degli iconografi tenutosi a San Pietroburgo nel 2011. Poi c’è un’intervista di mezz’ora tra lui e l’iconografo Giovanni Raffa, sempre sull’icona contemporanea. Carolina Franza 1

 

Riassumo in breve i punti salienti, detti dal sacerdote, che mi hanno molto interessato dato che sono anni che mi trovo davanti a queste tematiche, che comportano un logorio nel risolverle.

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L’ARTE ICONOGRAFICA – di Barbara Rosi

iconografiaL’Arte iconografica è un’arte speciale in tutte le sue peculiarità. Il seme di quest’Arte venne deposto nella buona terra del cristianesimo nascente. Se potessimo paragonare l’iconografia ad un bellissimo albero, potremmo allora constatare ed affermare che in quel seme piantato in origine era custodito tutto il patrimonio “genetico-artistico” dell’arte sacra che ha preceduto l’iconografia, che fa parte di lei e che determinerà inevitabilmente molti aspetti della sua giovinezza e maturità stilistica. Questo seme però, a differenza di quanto era accaduto nel passato, ha ricevuto (e riceve ancora oggi) un raggio di Sole vivificante, con un’intensità tale che mai si era vista sulla terra. Questo Raggio di vita e presenza Cristica renderà l’icona sempre e comunque diversa da ogni altro tipo di arte pittorica, perché attraverso la sua forma espressiva e il suo linguaggio simbolico-geometrico, l’iconografia riuscirà sempre a far trapelare e scorgere, aldilà del tempo e dello spazio, al cuore innamorato dell’uomo in orazione, la stessa Luce fecondante di vita che la anima. La Luce contemplata dai Santi è la Luce del Tabor, la Luce del secolo futuro.

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SENSAZIONI CROMATICHE

sensazioni cromatichePer Goethe i colori sono una creazione della nostra mente. Secondo lui ad ogni colore corrisponde un particolare stato d’animo. Però per “avvertire in tutta la loro pienezza queste singole azioni significative è necessario che l’occhio sia circondato da un unico colore, che si trovi per esempio in una stanza dipinta con un’unica tinta o che guardi attraverso un vetro colorato. In questo modo ci si identifica al colore che accorda con sé, all’unisono, occhio e spirito”.

Un esempio di ciò che scrive Goethe sul giallo: “Allo stato di massima purezza il giallo contiene sempre in sé la natura del chiaro, e possiede una qualità, dolcemente stimolante, di serenità e di gaiezza. A questo grado di purezza è piacevole come elemento ambientale, si tratti di una veste, di una tenda, di una tappezzeria. L’oro allo stato più puro ci dà, soprattutto quando luccica, un nuovo e alto concetto di questo colore. Allo stesso modo un giallo forte, se si presenta sopra una seta lucida, per esempio su raso, dà luogo ad un’impressione di splendore e nobiltà.” Il giallo produce un’impressione di calore e d’intimità. Per questo in pittura spetta alla parte illuminativa e attiva. Anche nell’iconografia, quando il fondo non è d’oro zecchino, lo si dipinge di giallo. Basta guardare da una finestra con i vetri gialli e anche la giornata più grigia si scalderà all’istante.

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UNA TEORIA SULLA PERCEZIONE DEI COLORI

colori e noteLa suddivisione dello spettro in sette colori non è netta, poiché lo spettro presenta una serie continua di sfumature tra un colore e l’altro, sfumature che sono delle tonalità a sé, causate da minimi cambiamenti di lunghezza d’onda e non da combinazioni di colori. Si chiama infatti spettro continuo. Di solito si elencano i colori maggiormente percepibili, i più evidenti, appunto sette, in analogia con le sette note della scala diatonica. Questi sette colori ci appaiono diversi perché i singoli raggi a cui corrispondono eccitano in maniera diversa i tre recettori o “tipi di coni” del nostro occhio deputati alla percezione cromatica, secondo la teoria di Young-Helmholtz.

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LA LUCE ED I COLORI

luce e coloreLa luce è una forma di energia composta di vibrazioni elettromagnetiche che dalla sorgente si propagano in linea retta con moto ondulatorio in tutte le direzioni alla velocità di 300.000 km al secondo. Per essere precisi, ci sono due teorie che definiscono la luce: una dice che è formata di onde, un’altra dice che è fatta di corpuscoli. Tutte e due trovano conferma nelle sperimentazioni scientifiche, per cui si potrebbe dire che la luce ha un carattere ondulatorio e corpuscolare, cioè si propaga con un moto ondulatorio di tanti pacchettini di energia.

EinsteinEinstein fu il primo a riconoscere che la luce ha una duplice natura: si comporta come un’onda ma anche come una particella. Quando la luce si propaga da un posto all’altro, dal Sole alla Terra oppure dalla lampadina ai nostri occhi, essa si comporta e si propaga come un’onda. Quando la luce del Sole viene assorbita da un oggetto, come una pianta che si serve della luce per produrre gli elementi nutritivi dall’acqua e dall’anidride carbonica, allora la luce si comporta come un fotone, come una particella.

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COLORE E LUCE

colore e luce 1

Al buio tutti gli oggetti ci appaiono neri perché è la luce che risveglia il colore. Le varie sostanze influiscono sulla luce che le colpisce modificandone la composizione spettrale: in parte la riflettono, in parte l’assorbono, in parte la trasmettono a seconda della loro composizione molecolare. I corpi perfettamente trasparenti (acqua limpida, vetro sottile, ecc.) si lasciano attraversare in ogni parte dalle radiazioni luminose, senza assorbire o riflettere, e quindi appaiono al nostro occhio incolori. O meglio del colore dell’insieme dei raggi che li hanno attraversati, poiché si tratta di un fenomeno di trasmissione totale. Una trasmissione parziale si ha ad esempio nelle vetrate colorate delle cattedrali, che pur essendo trasparenti trasmettono, cioè si lasciano attraversare solo dalle radiazioni colorate di rosso o di giallo o di blu e assorbono tutte le altre che non producono così alcun effetto sull’occhio.

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CHE COS’È IL COLORE ?

Quello che noi chiamiamo normalmente colore in realtà è luce colorata. Il colore è una sensazione legata al senso della vista, che noi abbiamo solo quando la luce raggiunge l’occhio. Se possiamo affermare con sicurezza che senza la luce non esistono i colori, si può anche dire che per noi è necessario l’apparato visivo per percepire sia la luce che i colori.

occhio

pipistrelloInfatti mentre i pipistrelli localizzano gli oggetti per mezzo della riflessione dei suoni ed i serpenti avvertono la presenza della preda perché ne percepiscono il calore, noi, come la maggior parte degli esseri viventi, distinguiamo gli oggetti grazie alla rifrazione della luce.

Esistono circa 10 milioni di sfumature di colore diverse, visibili ai nostri occhi, senza contare quelle che noi non possiamo vedere ma che alcuni animali vedono, come ad esempio il gatto e la civetta che riescono a percepire sfumature di colore della banda di luce dell’infrarosso, o le api che vedono anche le tonalità dell’ultravioletto.

visione colore
esempio di come vedono i colori le api

 

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