UNA TEORIA SULLA PERCEZIONE DEI COLORI

colori e noteLa suddivisione dello spettro in sette colori non è netta, poiché lo spettro presenta una serie continua di sfumature tra un colore e l’altro, sfumature che sono delle tonalità a sé, causate da minimi cambiamenti di lunghezza d’onda e non da combinazioni di colori. Si chiama infatti spettro continuo. Di solito si elencano i colori maggiormente percepibili, i più evidenti, appunto sette, in analogia con le sette note della scala diatonica. Questi sette colori ci appaiono diversi perché i singoli raggi a cui corrispondono eccitano in maniera diversa i tre recettori o “tipi di coni” del nostro occhio deputati alla percezione cromatica, secondo la teoria di Young-Helmholtz.

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COLORE E LUCE

colore e luce 1

Al buio tutti gli oggetti ci appaiono neri perché è la luce che risveglia il colore. Le varie sostanze influiscono sulla luce che le colpisce modificandone la composizione spettrale: in parte la riflettono, in parte l’assorbono, in parte la trasmettono a seconda della loro composizione molecolare. I corpi perfettamente trasparenti (acqua limpida, vetro sottile, ecc.) si lasciano attraversare in ogni parte dalle radiazioni luminose, senza assorbire o riflettere, e quindi appaiono al nostro occhio incolori. O meglio del colore dell’insieme dei raggi che li hanno attraversati, poiché si tratta di un fenomeno di trasmissione totale. Una trasmissione parziale si ha ad esempio nelle vetrate colorate delle cattedrali, che pur essendo trasparenti trasmettono, cioè si lasciano attraversare solo dalle radiazioni colorate di rosso o di giallo o di blu e assorbono tutte le altre che non producono così alcun effetto sull’occhio.

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